È quanto emerso da uno studio degli economisti Claudio Lucifora e Federica Origo, mettendo a confronto i Paesi europei che hanno introdotto restrizioni con quelli dell’Unione europea non ancora mobilitati su questo fronte. Bene l'Italia
Si chiama p66 e disattivandolo si previene la malattia anche quando indulgiamo in eccessi calorici e chili di troppo. Il risultato, frutto di uno studio di ricercatori della Cattolica di Roma
In Università Cattolica vengono applicati due criteri per la determinazione degli importi di tasse e contributi.
Il primo, valido per la maggior parte dei corsi di laurea, si fonda sul criterio del cosiddetto reddito familiare equivalente, valutato in funzione della natura e dell’ammontare del reddito del nucleo familiare convenzionale cui appartiene lo studente, della sua ampiezza e della relativa situazione patrimoniale. I contributi, in questo caso, variano a seconda della fascia di reddito di appartenenza e vanno, per le triennali e le magistrali, da un minimo di circa € 2.300 a un massimo di circa € 7.000.
Il secondo metodo di contribuzione prevede importi stabiliti in misura fissa: le rate sono le stesse per tutti gli immatricolati ai corsi per i quali è prevista questo tipo di tassazione. Per questi corsi i contributi variano, per le triennali e le magistrali, da un minimo di circa € 1.700 a un massimo di circa € 5.900.
E’ importante, in tutti i casi, verificare le agevolazioni a disposizione e gli eventuali esoneri previsti in casi particolari.